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COME FARE PER...

...ISCRIVERE UN'AZIENDA ALL'ENTE BILATERALE NAZIONALE TURISMO?
L'iscrizione di un'azienda si differenzia in base alla tipologia di azienda stessa:

  • Se l'azienda è multilocalizzata
    vai alla sezione ISTRUZIONI PER AZIENDE MULTILOCALIZZATE.
  • Se l'azienda ha una sola unità produttiva
    I datori di lavoro dovranno indicare nell'apposita sezione INPS dell'F24, distintamente dai dati relativi ai contributi obbligatori, nel campo "codice sede" il codice della sede INPS territorialmente competente, nel campo "causale contributo" il codice EBTU, nel campo "periodo di riferimento" il mese a cui il versamento si riferisce.
NON È NECESSARIO L'INVIO DI MODULI D'ISCRIZIONE. E' SUFFICIENTE ATTENERSI ALLE MODALITA' SU RICHIAMATE.



PER QUANTE MENSILITÀ DEVE ESSERE EFFETTUATA LA CONTRIBUZIONE AGLI ENTI BILATERALI?
La contribuzione all'EBT deve essere effettuata per 14 mensilità così come recita il CCNL Turismo 20 febbraio 2010 all'art. 23 di seguito riportato.
  • Articolo 23 - Finanziamento
    (1) Al fine di assicurare operatività all'Ente Bilaterale Nazionale ed agli Enti Bilaterali Territoriali, costituiti con gli scopi e le modalità tassativamente previsti dal presente Contratto, la quota contrattuale di servizio per il relativo finanziamento è fissata nella misura globale dello 0,40 per cento di paga base e contingenza, per quattordici mensilità, di cui lo 0,20 per cento a carico del datore di lavoro e lo 0,20 per cento a carico del lavoratore.


È POSSIBILE, DA PARTE DELLE AZIENDE, COMPENSARE CREDITI DI NATURA FISCALE E/O PREVIDENZIALE PER IL PAGAMENTO DEI CONTRIBUTI AGLI ENTI?
In relazione al quesito in oggetto occorre precisare che l'INPS con circolare n.39 del 22 febbraio 2011 relativa a "Istruzioni per il servizio di riscossione dei contributi da destinare al finanziamento degli Enti Bilaterali tra cui quello del Turismo (cod. EBTU) che le aziende versano tramite mod. F24" ha precisato che l'INPS non può utilizzare le somme destinate agli Enti predetti per recuperare crediti contributivi non corrisposti dalle aziende.
È invece possibile, da parte delle aziende, compensare crediti di natura fiscale e/o previdenziale per il pagamento dei contributi agli Enti.

...RICHIEDERE IL CERTIFICATO DI ASSISTENZA TECNICA FONDO FOR.TE?
Per richiedere il Certificato di Assistenza Tecnica è necessario inviare all'EBNT la seguente documentazione:
In caso di esito positivo, EBNT rilascia il Certificato di Assistenza Tecnica (CAT).

La descrizone completa della procedura è qui:
SERVIZI > ASSISTENZA TECNICA FONDO FOR.TE.



...RICHIEDERE SOSTEGNO AL REDDITO?
È necessario inviare EBNT la seguente documentazione a mezzo raccomandata:
EBNT provvederà a comunicare l'esito della richiesta entro 90 giorni.

Per maggiori informazioni sul servizio contatta gli Uffici EBNT:
CHI SIAMO > CONTATTI



...RICHIEDERE UN RIMBORSO PER ERRATO VERSAMENTO?
In caso di errato versamento effettuato tramite il modello F24, l'Azienda può richiedere il rimborso dell'importo versato inviando un'email all'indirizzo info@ebnt.it e all'indirizzo email dell'EBT competente.

La procedura prevede che i rimborsi alle Aziende saranno effettuati sia da parte di EBNT che da parte dell'EBT ognuno per la sua percentuale di competenza.

Alla richiesta di rimborso dovrà essere allegato il modello F24 e i dati bancari dell'Azienda.

Elenco degli uffici territoriali EBT:
CHI SIAMO > LA RETE



...ASSUMERE UN APPRENDISTA?

Con il Testo Unico sull'apprendistato (D.Lgs.167/2011) e la Legge di Stabilità 2012, si rimette all'impresa la gestione e la responsabilità della formazione, il datore di lavoro ha la possibilità di plasmare la formazione della risorsa sul proprio modello di business e sulle proprie modalità produttive e di erogazione dei servizi. L'apprendista, per essere assunto in apprendistato professionalizzante o di mestiere per il conseguimento di una qualifica professionale, deve avere un'età compresa tra i 18 anni e il 29 anni.

  • L'impresa deve comunicare almeno un giorno prima dell'inizio del rapporto di lavoro (data di assunzione) al Centro per l'Impiego competente per territorio, i dati anagrafici della ditta e del lavoratore, la tipologia di impiego, la mansione (apprendistato), la durata del contratto, l'orario ed il luogo di lavoro, la retribuzione, il livello di inquadramento.
  • L'impresa deve, entro il 30° giorno dall'assunzione, redigere in forma scritta il contratto di lavoro e predisporre il Piano Formativo Individuale (il Piano formativo Individuale è il documento di sintesi con i dati dell'apprendista, dell'impresa e del tutor, contenente il dettaglio del percorso formativo specifico per quella risorsa).
  • L'impresa deve garantire l'erogazione della formazione, di cui è unica garante; in caso contrario è passibile di sanzioni da parte del personale ispettivo o di vertenze da parte del lavoratore.
  • Se l'azienda non è multilocalizzata dovrà rivolgersi all'Ente Bilaterale Territoriale di competenza. Se l'azienda è multilocalizzata dovrà rivolgersi all'Ente Bilaterale Nazionale del Turismo seguendo la procedura descritta nella sezione SERVIZI > Apprendistato > PROCEDURA PER AZIENDE MULTILOCALIZZATE.

Condizione essenziale per poter assumere in apprendistato professionalizzante è che il CCNL di riferimento abbia recepito il testo unico, come nel caso del CCNL Turismo e dell'accordo del 17/04/2012, regolamentando l'apprendistato.
Il CCNL e l'accordo stabiliscono le variabili relative al contratto: durata del rapporto, livelli di inquadramento, monte ore di formazione professionalizzante, profili formativi di riferimento.

Si ricorda inoltre che il contratto di apprendistato, alla sua scadenza, diventa automaticamente un contratto di lavoro a tempo indeterminato a meno che non ne venga comunicata per tempo lo scioglimento. E' importante quindi monitorare la data di fine contratto in modo da non trovarsi impreparati ad una tale evenienza.



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Segui la procedura per aziende multilocalizzate:
SERVIZI > APPRENDISTATO > PROCEDURA PER AZIENDE MULTILOCALIZZATE



GLI APPRENDISTI SONO TENUTI A FREQUENTARE I CORSI DI FORMAZIONE ORGANIZZATI ANCHE FUORI DAL PROPRIO ORARIO DI LAVORO? ANCHE IN CASO DI APPRENDISTATO PART-TIME?
Sì. Gli apprendisti sono tenuti a frequentare i corsi di formazione obbligatori anche al di fuori dal proprio orario di lavoro.

Infatti, per la natura del contratto stesso che si definisce a causa mista (aspetto lavorativo e aspetto formativo) in caso di adesione all'offerta formativa pubblica è necessario attenersi alle esigenze organizzative degli Enti Formativi i quali, pur avendo orari solitamente in linea con gli orari di lavoro maggiormente osservati, non riescono tuttavia a collimare con la totalità degli orari di lavoro degli apprendisti. Anche nel caso dell'apprendistato part-time gli apprendisti sono tenuti a frequentare i corsi obbligatori di formazione al di fuori del loro orario di lavoro. Il rapporto a tempo parziale (part-time) è compatibile con il contratto di apprendistato qualora la peculiare applicazione dell'orario non sia di ostacolo al raggiungimento delle finalità formative tipiche di tale contratto. Pertanto, come stabilito dalla circolare Ministeriale n. 46/2001 del 30 Aprile 2001, occorre valutare caso per caso se la durata della prestazione lavorativa sia tale da garantire il conseguimento della qualificazione professionale e il soddisfacimento dell'esigenza formativa. Si ritiene che rapporti di lavoro a tempo parziale non inferiori a 20 ore settimanali possano garantire il raggiungimento delle finalità formative, ferma restando la non possibilità di riproporzionare sulla base dell'orario di lavoro svolto, il percorso formativo. A tale orientamento riconduce anche la risposta data dal Ministero del Lavoro e della Previdenza Sociale – Direzione Generale per l'Attività Ispettiva ad un'istanza di Interpello avanzata da Confartigianato Imprese Associazione Artigiani della Provincia di Cuneo in merito alla disciplina dell'apprendistato part-time che specifica, inoltre, che le 120 ore previste dall'art.16 della L. n. 196/97 rappresentano la soglia minima di attività formativa da svolgere all'interno del rapporto di apprendistato e che, anche in conformità al principio di non discriminazione tra lavoro part-time e lavoro a tempo pieno, espresso nel secondo comma dell'art. 4 del D.Lgs. n. 61/2000, il periodo di attività formativa non possa essere riproporzionato in relazione al ridotto orario di lavoro.